La schiavitù è stata abolita – affare di personalità

La schiavitù è stata abolita!?

La tratta degli schiavi è stata abolita nei primi 800, parlando dei trasferimenti via mare da un continente all’altro di essere umani. Però purtroppo la schiavitù esiste ancora, sotto forme che non immaginiamo nemmeno, uomini, donne e bambini sono costretti a vivere come schiavi ancora in tanti posti del mondo, e dispiace grandemente.

Vi è anche una schiavitù meno scontata, quella di chi, privo di personalità, adotta per imitazione, concetti e azioni di altri, gli schiavisti moderni. Vengono imposti punti di vista, atteggiamenti immorali, e si deve accettare l’inaccettabile.

Personalità e schiavitù

Come possiamo pensare di ricadere sempre, commettendo le stesse errori del passato, accettando la dominazione alienante di altri, nonostante sappiamo cosa è giusto per noi. La confusione che regna nella nostra mente può a volte essere responsabile di tale comportamento negativo. Cosa genera tale confusione? Perché non troviamo la forza di reagire, o semplicemente di agire per il nostro bene, sottraendoci alle pressioni fisiche e/o psicologiche di vigliacchi che cercano solo il loro interesse e che ci costringono a sentirci colpevoli? Accontentarsi di subire, di sopravvivere è il nostro destino?

Cercherò di proporre qui sotto un ragionamento positivo che spero, aiuterà a capire che non solo il destino è nelle nostre mani, ma che possiamo sognare, creare e vivere più felici se portiamo attenzione ad alcuni punti.

Tutto si potrebbe ridurre a dire semplicemente che dobbiamo lavorare ad avere una personalità creativa, quella che caratterizza la vita dei protagonisti e non delle vittime. Ma cosa cambiare per avere successo e vincere su se stessi prima, e poi sugli altri?

Cibo mentale

La nostra mente ci porta a scoprire il mondo attorno a noi, ma vi sono un infinità di modi di percepire l’ambiente circostante. Avete di certo notato, che alcuni giorni, uno stesso luogo ci pare diverso, solo perché il nostro umore è cambiato rispetto al giorno prima. Non dimentichiamo quindi che il mondo si osserva in diversi modi. Possiamo davanti ad uno spettacolo della natura, semplicemente trovarlo bello, ma possiamo anche vederci uno spunto a cambiare, a prendere una buona decisione, ad amare di più i nostri cari, ad avere voglia di scoprire il mondo viaggiando, e mi fermo qui. Il fatto è che dipende dai pensieri che ci passano per la mente e quei pensieri appunto, sono in gran parte il risultato del cibo che diamo alla nostra mente quotidianamente.

In mente, ci vengono quindi quei pensieri che sono dovuti alla nostra vita passata ma anche alle “novità” che scopriamo, aprendo gli occhi. Alcuni pensieri sono di conseguenza delle ripetizioni del passato ed altri sono frutto di nuove scoperte. Questi ultimi sono fondamentali se sogniamo di essere se stessi e liberi! Oltre all’ambiente che ci è spesso imposto, piazzandoci in contesti non sempre confortevoli, può pesare anche l’educazione e la genetica. Ci concentriamo qui su quello che si può “modificare” e il primo punto è il seguente: Apriamo al massimo la nostra mente alle novità, alla scoperta dell’incognito, alla conoscenza degli altri, all’universo, alla conoscenza di se e del mondo in generale, usando tutti i due gli emisferi del nostro potente cervello di cui sfruttiamo, lo si sa, una minima parte.

Personalità

Non vi sono persone nel mondo che sanno solo danzare, solo scrivere, solo parlare, solo cantare, solo leggere la storia, ma sicuramente siamo potenzialmente tutti in grado di fare tantissime attività, scoprire tanti nuovi orizzonti, aprirci a meravigliose nuove conoscenze. Gli emisferi cerebrali lavorano di concerto e sono spesso schematizzati come se fossero gli “specialisti” della parola, dell’ingegneria, della meccanica, della storia, delle lingue per il sinistro, della danza, dell’arte, della poesia, dell’intuizione per quanto riguarda il destro. Visione povera e limitativa. Avviene invece, secondo le ultime ricerche in materia, il miracolo dell’equilibrio quando si sollecitano in modo equo i due “cervelli”, rendendo la persona felicemente creativa.

L’invito è chiaro, dobbiamo nutrire la nostra mente di cibo di qualità e rifiutare di cibarsi di trasmissioni cretine in televisione, di ragionamenti ambigui, di pensieri che riscaldiamo da secoli e che sono diventati padroni di noi, influenzando i nostri comportamenti.

Meditare ovvero pensare a cose preziose

Il pensiero non precede sempre l’azione. Basti pensare che quando non ricordiamo il codice del interfono del nostro amico, è sufficiente avvicinare le dita e vedere il corpo ricordarsi meglio della mente dei tasti da premere. E’ lì che vogliamo agire, formulare pensieri, costruire sogni, avere voglia di realizzare progetti, portando la nostra mente a creare, rifiutando gli automatismi registrati nel nostro corpo, i gesti e le risposte che abbiamo sempre fornito.

La mattina, al risveglio, è possibile immaginare una bella giornata, speciale e piena di novità anziché abbassare la testa fino al box doccia, seguendo automaticamente delle abitudini. Possiamo farne la prova, funziona, fa venire il sorriso sulle labbra e consiste nel rompere con le abitudini, non perché sono cattive, ma per svegliarci, aprirci ad altri gusti a colazione, ad altri gesti nei primi momenti del giorno che contano molto. Stare tranquilli a pensare a ciò che faremo oggi, con calma, abbiamo tutti 15 minuti o più per pensarci. Altrimenti, alziamoci prima. Si trovano delle idee molto interessanti anche perché abbiamo appena riposato, il nostro corpo e la nostra mente sono più disposti a rispondere alle sfide del giorno. Visualizziamo questa giornata e di certo la viveremo meglio.

Ogni momento è buono, l’importante è di non dimenticare di meditare. Possiamo portare la nostra mente a considerare cose preziose, che ci piacciano, che vorremo conoscere, pensare a paesi che vorremo visitare, a gente che vorremo conoscere. Dopo un momento passato a leggere, possiamo pensarci un attimo, cercare di capire il senso per noi degli argomenti del libro piuttosto che andare di corsa a svolgere un altra attività. Fa la differenza. E qui che possiamo pensare di provare delle belle emozioni che ci fanno sentire bene.

Emozioni e personalità

Esistono due famiglie di emozioni e tutti noi, le proviamo in percentuale diversa. Le vittime dell’addizione alle abitudini del passato, alle risposte che danno sempre a problemi conosciuti, provano poi frustrazione e disgusto di se quando una volta ancora non sono stati all’altezza di un compito o che hanno “acconsentito” come lo fa uno schiavo a una richiesta che non gradivano pienamente da parte di persone che hanno il vizio di voler imporre modi e pensieri agli altri.

Invece, chi cerca di costruire la propria personalità, cibandosi correttamente, meditando su errori del passato per non ripetere gli errori di sottomissione e su pensieri interessanti che aprono l’anima tutta a nuova vita, avrà il piacere della soddisfazione, e sarà capace di creare, proverà emozioni bellissime, sarà semplicemente il protagonista della propria vita.

Avere personalità è sentirsi se stessi, capo delle proprie decisioni, dispensatore di bontà a chi le merita e capace di opporsi alle imposizioni che provengono dalle nostre esperienze difficili e dalle persone malintenzionate e egoiste.

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2 thoughts on “La schiavitù è stata abolita – affare di personalità

  1. Molto bello il concetto di nutrire mente e spirito con cibi adatti a loro e non con trasmissioni televisive avvilenti; sono convinto anch’io che chi nutre la propria mente nel modo giusto si prepara la strada per la “libertà”. Abituare la mente a certi cibi e a certi pensieri genera abitudine e questo tipo di abitudine rende schiavi; chi si trova invischiato in questo genere di lacci però ha bisogno di una grande forza d’animo e di tanta pazienza per uscirne.

    Un saluto

  2. Grazie per il tuo commento interessante Mr Loto. Chi è schiavo di un altro ha tre possibilità, di cui due garantiscono che non si uscirà mai. La prima di queste due è prendersela con se stessi e cadere in depressione, vittima di colpevolezza, la seconda è prendersela con l’oppressore, e provare rabbia, mangiandosi il fegato. Infine la terza via consiste nel abbandonare la ricerca di consenso, e smettere di avere aspettative, focalizzandosi su nuovi obiettivi, attraverso l’apertura al resto del mondo, fuori dalla prigione.

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